
Palermo 0 Napoli 3
Vi prego, svegliatemi. Ditemi che è solo un incubo, non è possibile che mi ritrovo la stessa squadra-materasso che Mutti ha faticosamente portato alla salvezza. Balbuziente come quella ma ancora più scarsa, se pensiamo ai cambi Viviano/Ujkani, Silvestre/Von Bergen, Balzaretti/Garcia(o chiunque altro).
La partita col Napoli non va neanche raccontata, abbiamo fatto la figura che la Selezione Alta Venosta faceva con noi nelle partitine del ritiro di Malles 1 mese fa. Miccoli, che l’ anno scorso ci ha tolto le castagne dal fuoco, ci ha provato qualche volta, ma non può sempre fare i miracoli. Per il resto buio fitto: nei singoli, nei reparti, nell’ insieme. Particolarmente avulsi dal contesto agonistico Hernandez e Donati, Munoz al solito (drammatico) suo, Barreto falloso e impreciso come sempre, Pisano non pervenuto in attacco e Bertolo non pervenuto in difesa, dove si vedevano retropassaggi e rilanci del portiere che neanche in serie D. A centrocampo, il solo Brienza sembrava poter dare velocità e creatività alla manovra rosanero, ma si è infortunato dopo 20 minuti.
E qui francamente non ho capito la mossa di Sannino: ma come, ti si azzoppa l’ unico cavallo in grado di ispirare qualcosa in attacco, e lo sostituisci col taglialegna Migliaccio, peraltro in partenza e sommamente demotivato? E Kurtic? E Viola? Non li abbiamo presi perché sono bravi e hanno i piedi buoni? Se non ora, che Brienza si infortuna e Donati è a terra, quando giocheranno mai? E Arevalo Rios, che sembra la versione coloured di Vito Chimenti senza baffi, non dovrebbe avere la decenza di dimagrire prima di presentarsi in campo? E pensare che, in fondo, è stato meno peggio di Donati e Barreto…
Da quel momento per il Napoli è stata una pacchia: lasciavano il vecchio Giulio da solo a centrocampo a toccare decine di palloni, tutti persi o passati all’ indietro, preferibilmente a Munoz : il che è la stessa cosa!
La verità è che questo “progetto” Zampariniano è tutta una scommessa. E’ una scommessa Sannino, e tutti noi tifosi l’ abbiamo appoggiata. Ma è una scommessa anche il nuovo portiere Ujkani, il nuovo attaccante Dybala, i centrali di difesa etc. Ed è una scommessa forse più azzardata puntare sulla “consacrazione” di giovani di belle speranze che finora hanno deluso(Munoz, Hernandez, Pisano, lo stesso Ilicic), mentre il telaio della squadra si basa sempre sui vari Donati, Barreto, Bertolo, lo stesso Brienza che non sono certo dei campioni in erba.
L’ unica certezza a cui la squadra si attacca è sempre e solo Miccoli (che la società ha fatto di tutto per “sballarsi” senza riuscirci, e a cui non rinnova il contratto). Ancora una volta sembra che l’ organico sia inadatto al tipo di gioco che ha in mente l’ allenatore, come successo in un recente passato. Ma, come ha finalmente ammesso, Zamparini non ha intenzione di metterci più un euro sulla squadra; che si arrangino; anzi, che si affrettino a sfoltire ulteriormente la rosa.
L’ obiettivo è diventato una salvezza serena, e il modello è diventato il Chievo. Come scritto su queste pagine 2 mesi fa, ci era chiara l’ intenzione di fare una squadra operaia, con quello che c’era in casa, fondata sul carisma del suo allenatore, e ci siamo rassegnati all’ idea, anche se il presidente vedeva il Palermo a ridosso delle grandi fino a 10 giorni fa.
Il problema è che alla prima uscita vera non si è visto né gioco né “attributi” nell’ atteggiamento della squadra, che si e’ riproposta tale e quale la avevamo lasciata la scorsa stagione, forse peggio.
Della “cura Sannino” nemmeno l’ ombra, come lui stesso per primo ha dichiarato. Sembra piuttosto che anche lui, sacerdote del 4-4-2, incominci a nutrire seri dubbi su come schierare la squadra, proponendo un 5-3-2 dove per giunta molti sono fuori ruolo, come faceva Mutti ai bei tempi. Per non parlare dello stato di forma approssimativo mostrato dai calciatori palermitani, con buona pace del nuovo laboratorio ipertecnologico a cui si appoggia la società, che ottimizza lo stato di forma di ogni singolo calciatore…
Il povero Beppe, in sostanza, la prima l’ ha “scafazzata” come peggio non avrebbe potuto. Speriamo sia stata solo una falsa partenza. Al momento ce la giochiamo col Pescara.
Il Pigafetta
























Invece ci ritroviamo sull’ orlo del canyon: guardando in basso nell’ orrido vediamo solo 4 squadre, due delle quali possono ancora salvarsi a spese nostre. Non eravamo abituati a fare questi ragionamenti, visto che un anno fa preparavamo le valigie per Roma: ma il Patròn quest’ anno ha superato se stesso, e ci vuole sempre emotivamente coinvolti.
Sia il Lecce che il Genoa possono arrivare a 44 punti; il Palermo deve arrivare a 45 nelle prossime 3 partite, perche’ la chiusura col Genoa e’ veramente pericolosa, ed e’ meglio prevedere 0 punti fin da ora.
Dato per perso anche il match di Napoli, servono un pareggio e una vittoria in casa con Catania e Chievo. Non esattamente una passeggiata di salute, alla luce di quanto visto ieri: una delle peggiori prestazioni al Barbera di quest’ anno, che non vale neanche la pena di analizzare piu’ di tanto. La supremazia del Palermo nel primo tempo era dovuta alla mollezza del Parma, ma dopo il vantaggio i rosa non hanno avuto il cinismo di fare il secondo gol, che era alla loro portata.
Nella ripresa, non appena Giovinco e compagni hanno cominciato a giocare, grazie anche ai cambi di Donadoni, il Palermo ha mostrato subito la fragilita’ dell’ undici cervelloticamente assemblato da Mutti. Ancora una volta retroguardia a 5 (insisto, non a 3 come scrivono i giornali! Se fosse a 3 non si capirebbe l’ utilizzo di Munoz come esterno di centrocampo, una vera atrocità!), ma con quattro fuori ruolo: tutti a parte Silvestre.
Davvero incomprensibile perche’ Mutti non abbia adottato una molto piu’ logica difesa a 4, portando tutti al loro ruolo naturale. Da dx a sx: Aguirre, Munoz, Silvestre, Mantovani; si sarebbe garantito così anche un centrocampo piu’ quadrato.
Nonostante questo affollarsi di difensori, il Palermo ha sofferto dietro proprio sulle fasce, senza mai sfruttarle in avanti. Ha preso 2 gol e sbandato paurosamente concedendo almeno altre 2 grosse occasioni agli avversari.
Anche in attacco, il duo Budan-Hernandez raramente si e’ mosso in sintonia, piu’ o meno assistito da un Vazquez volitivo ma tutto da rivedere. Decisamente errato anche il cambio di Budan per Ilicic: il croato era sembrato piu’ efficace e piu’ fresco di Hernandez, sarebbe dovuto uscire lui per Miccoli, e Vazquez per Ilicic.
Tutti i rosanero comunque erano spenti nel secondo tempo, tanto che Santa Rosalia aveva gia’ spento la tv disfiziata, quando Miccoli ha preso il palo: peccato, avesse spostato di 2 cm la traiettoria, come al solito, avremmo fatto quel punticino cui Mutti aspirava.
Tutti ormai ci attacchiamo al derby , ma non so quale orgoglio possa mettere in campo un gruppo di ragazzi che da tempo sono a disagio a causa delle incertezze nella guida sportiva e tecnica della squadra.
Adesso e’ ricominciato il balletto: ritorna Mangia, ritorna Foschi, ritorna Panucci, o forse no, comunque gli arabi, Capello, Perinetti, lo Stadio, il centro sportivo all’ avanguardia, faremo un team invidiabile etc.etc.
Anche i giocatori si rompono le palle di queste palle, non solo i tifosi.
Emblematica la scenata di uno tranquillo come Budan al momento della sostituzione. Parla da sola, e la dice lunga sul clima che si respira nella squadra dentro e soprattutto fuori dal campo. Lo confermano le parole di Migliaccio. http://www.calciomercato.com/palermo/palermo-migliaccio-panucci-siamo-abituati-102336
La squadra, meglio ancora la societa’, e’ una barca senza timone e senza un comandante assennato. I calciatori sono le prime vittime di questa situazione, e davvero non e’ il caso di dar loro le pagelle sulla partita col Parma.
Io le darei ai seguenti: Mutti 4, Panucci 3, Zamparini 2
Il Pigafetta
Fine del secondo tempo: Palermo in piena zona retrocessione seppur con un vantaggio di 6 punti a quattro giornate dal termine e in piena crisi di gioco e d'identità.
Se finisse oggi il campionato il Palermo sarebbe 15esimo e tale risultato rappresenterebbe il peggiore della gestione Zamparini. Hai ragione Pigafetta, il pesce "fete dalla testa". Zampa quest'anno ha sbagliato tutto. Dal cambio di allenatore alla fine della preparazione estiva, all'esonero di Sogliano e Mangia, all'acquisto di giocatori, ai continui cambiamenti di rotta non ultima la cacciata di Panucci.
Di contro si intravede nelle ultime mosse un tentativo di continuare ad investire nella squadra rosanero. Un nuovo prestigioso sponsor per l'anno prossimo, un nuovo DG di provata esperienza (Perinetti), l'acquisto del terreno in contrada Zucco a Giardinello dove sorgerà il nuovo centro sportivo con foresteria e campi d'allenamento, e la volontà di costruire il nuovo stadio. Tutto questo si scontra con una stagione fallimentare e non di transizione come il nostro presidente l'aveva definita qualche giorno fa.
Ieri il tecnico rosanero ce l'ha messa tutta per perdere una partita che poteva essere vinta. Donadoni invece ha indovinato il cambio all'inizio della ripresa facendo entrare Jonathan al posto di uno spento Modesto e spostando Giovinco dalla parte di Biabiany mettendo in crisi la difesa rosanero. Per contrastare tale mossa Mutti ha tirato fuori Budan che era l'unico a fare a sportellate contro i difensori gialloblù lasciando in campo uno spento Vasquez e inserendo cuor di Leone Ilicic. Ieri si e' visto in campo un modulo rinunciatario con 5 difensori 2 centrocampisti 1 trequartista e 2 attaccanti.
Risultato che il Parma a centrocampo ha dominato e avuto il pallino del gioco in tutta la partita. Sabato alle 18 il derby col Catania che, a questo punto, diventa la partita più importante del campionato per il duplice risultato che una vittoria consentirebbe di ottenere. Salvezza anticipata e vittoria contro i cugini catanesi per la "provinciale" supremazia nella regione. Sabato conterà stare vicini alla squadra e fare comunque il tifo senza smettere di incitare i rosanero. Dopo aver centrato la salvezza si potranno aprire i processi alla squadra alla società alla guida tecnica.
Giogu