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i velisti alla partenza al molo del circolo sanvitese |
Sabato 6 luglio 2013 - porto di palermo
Cominciamo dalla fine: la barca
trionfatrice della 4 giorni di regate sanvitesi, viene inghiottita dal maestoso
traghetto Tirrenia che riporterà lo scafo (ed
il suo valoroso equipaggio) in Puglia, via Napoli. Poche ore prima, nelle cristalline
acque di San Vito lo Capo (Tp) lo Euz 2 aveva inghiottito altre 22 barche
aggiudicandosi il campionato italiano di categoria (Platu 25). E’ la legge del mare: pesce grande mangia pesce piccolo! E lo euz ha fatto un sol boccone
dei 22 pesciolini che cercavano di sfuggire alle fauci del gigante n 28.
Ma di regate , strambate,
proteste e boe parleranno meglio i reportage tecnici nei
siti dedicati, noi vogliamo
darvi una
immagine diversa di questi 4 giorni sanvitesi, una immagine
presa
da un angolazione molto
particolare: quella dello
spettatore di regata. E dello spettatore più sfigato:
quello che vuole capire come va la gara standosene sdraiato sulla spiaggia che
fronteggia il campo di regata. Non ha i mezzi per seguire la gara in gommone,
ma soprattutto,
non sa guidare un gommone!.. ed ha il terrore della meduse
.
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la regata vista dalla spiaggia |
E c’è pure il rischio di esser
considerato un infiltrato visto che sulla sua testa campeggia un berrettino fuori stagione della Colmar, nota marca
di .. sci da neve!
Ma questo subliminale messaggio
di incompetenza, diventa il punto di forza dello spettatore ignorante che può
quindi ostentare le sue carenze tecniche senza pudore. L’incompetenza è chiara e dichiarata. Non ha nulla da temere.
Ma torniamo alla regata vista
dalla spiaggia. Capire quello che succede è una vera impresa. Anzi un'impresa ardua se non addirittura impossibile
perché:
- le barche sono indistinguibili l’una dall’altra .
Sono (quasi) tutte uguali;
- la distanza dalla spiaggia è notevole. Mannaggia,
ci voleva un binocolo! Me lo appunto per la prossima volta;
- il regolamento di una regata è più difficile da capire
di quello del gioco del Cricket indiano;
- impossibile distinguere la linea di partenza e quella di arrivo. Come vedere una partita di calcio senza le porte!
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gli scafi in attesa |
Ma non è semplice neppure per gli
stessi regatanti visto che non è raro vedere
stravolto l’ordine di arrivo di una
regata 3 o 4 ore dopo l’arrivo: ricorsi, proteste , OCS (?), udienze,
testimoni e , infine, il verdetto che scontenta sempre qualcuno. Mi torna in
mente quello che (mi dicono) sia noto tra i velisti:
la
vela è uno sport che si pratica in mare, ma che si decide a terra!
Ma se l’arrivo di una regata è spesso
“sub judice” la partenza è peggio:
non si capisce mai quando avverrà: io e Anna regolarmente, ogni mattina, andiamo
al circolo dove i campioni bivaccano in attesa di un segnale. C’è vento? Non
c’è vento? E, se c’è vento, sarà sufficiente o sarà troppo impetuoso? E, se è
impetuoso, a chi conviene? Insomma si discute di .. aria! Che si muove, ma
sempre aria è!
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Euz 2 si avvia alla partenza |
Ed allora nella lunga, ma
abituale attesa si ammazza il tempo per incontrare vecchi amici (toh!
i fratelli Caleca, sereni e rassegnati)
e nuovi amici che l’amico
drizzista della barca
Brera Hotel (il Pigafetta) ha
voluto presentarci: il pluri decorato
Lars Borgstrom veterano della Coppa
America, il giovane
prodiere Vincenzo indeciso sul suo futuro, e amante delle
stelle, il possente tattico
Domi ed il timoniere
Wolleb, che fa di tutto per invitare a cena tutti. A casa sua, a Macari,
davanti al tramonto più bello del west. Ci sono, poi, marsalesi, pugliesi (
l’equipaggio da battere è pugliese),
palermitani, romani e, addirittura, russi .
Poche donne e moltissimi uomini. Buono
per Anna! Può scegliere tra
olimpionici, campioni del mondo, campioni d'Italia,
veterani, giovani, meno giovani, palestrati , biondi, bruni o pelati. Ma deve guardare bene i tratti somatici. L'abbigliamento è quasi uniforme,
monotòno e indistinguibile: maglietta bianca (
o grigia) e pantaloncini bianchi (
o grigi). insomma qui la tradizione non si infrange! Per me restano solo
due russe..... ben protette!
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Brera Hotel rientra in porto |
Ma , in compenso, si imparano tante cose.
Spesso inutili se si oltrepassa la soglia del circolo, ma indispensabili se si
vive di questo sport. Per esempio Borgstrom, mi dicono, sia un trimmer
o un tailer. E’ cioè quello che,
nella barca, si preoccupa di regolare le vele. E questo, ad occhio, dovrebbe
essere fondamentale.
Lars capisce che non capisco
niente di vela, ma da esperto trimmer
capisce, anche, quale sia la mia passione e, per non farmi sentire a disagio, mi informa
che il Napoli ha venduto Cavani. Lui se ne fotte, ma sua moglie è incazzata
nera!Mi sento più a mio agio. Lars è un campione anche per questo!
Io e Anna dopo il bagno di velisti decidiamo di
scendere sul molo e passare in rassegna tutti gli scafi ancorati tutti fila,
tutti in ordine e rassegnati, in attesa di essere violentati dai rispettivi equipaggi.
Ci divertiamo a leggere gli strani
nomi delle imbarcazioni; nomi che , verosimilmente, hanno tutti, a monte, una storia misteriosa: Euz II, Navis vela, Five for fighting, Poquito
jr, Bambolina, Bambino viziato, Ghibly, Di nuovo simpatia, Jhaplin 007 e così via.
Euz , per esempio, ci dicono sia
un frequente modo di intercalare tipico dei pugliesi; come il siciliano
minchia, il napoletano
azz; o il ligure
belin.
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solidarietà e simpatia tra velisti e spettatori |
Bambolina, forse, richiama un antico
amore dello skipper, mentre
Di nuovo simpatia azzardiamo possa essere riferito
ad uno che prima era simpatico, poi è diventato uno stronzo e, da un po’ di
tempo gode,
nuovamente, dei favori dell’intero equipaggio
Comunque l’aria che tira al
circolo è di estremo relax. Sembrano tutti molto amici e questo fa bene allo
sport della vela ed al mondo, ma non gratifica la cinica voglia dello spettatore di vedere “..
scorrere il sangue!”
Sono già le 11 e molti cominciano
a….. mangiare panini e cose simili, come alle gite scolastiche. Ma qui c’è
qualcosa che non torna: mi avevano detto, infatti, che era importante mantenere
la linea ed il peso. Prima della regata, infatti , gli equipaggi vengono pesati.
Non si possono superare i 400 chili ad equipaggio. Una media di 80.000 grammi a persona.
Ma, allora, perché mangiano tutti?
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il tramonto di Macari |
Perché il peso si controlla
solo
prima della prima regata (
delle 12
previste) Poi basta. Mi sfugge la logica di questa regola. Poi la
comprendo. Durante le 4 giornate, in tal modo, si dà la possibilità a Wolleb di
organizzare cene ingrassanti per appesantire il suo team e , mi dicono, avantaggiare la sua barca.
Più pesanti= più competitivi. Uno sport per golosi!.Gli altri equipaggi vengono anch'essi invitati
(a turno), è vero, ma per correttezza, eleganza e timidezza non si strafogano come i padroni di casa E questo fa il gioco di Wolleb e della sua ciurma
Formaggi, salumi ed olive per
antipasto, doppia imponente razione di maccheroni al forno, tonno e patate, salsiccia al forno,
parmigiana di melanzane, cannolicchi e cassatelle come dolci, frutta di stagione, vino bianco e
rosso
(o birra) e gelatini artigianali offerti dall’oramai imbattibile
equipaggio di
Euz II sicuro vincitore della kermesse e che sta a tavola come in barca. Uno a fianco dell'altro! Infine
spumante Ferrari.
E qui, un’altra rivelazione: la “soffiata” arriva proprio dal più
esperto. Lars, proprio lui, ci informa che per varare una barca la
bottiglia di spumante viene preventivamente indebolita
con invisibili tagli by flex. Non si può correre
il rischio che non si rompa. Ogni disgrazia in mare è associata, infatti, a un varo non
pienamente riuscito. E’ ora di correre ai ripari prelesionando la bottiglia! E via con storie e leggende di mare....
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i vincitori, uniti in barca uniti a tavola* |
La 4 giorni agonistica volge al termine. Brera Hotel, nonostante le dispendiose cene di Macari, i tramonti ed i misteriosi cieli stellati, si piazza al
settimo posto. Un solo punto li separa dal podio. Euz II, di Francesco Lanera e dei fratelli
Montefusco .dopo la premiazione, ora affronta l'ultima gara, la più difficile: raggiungere in tempo il porto di Palermo. Il postale per Napoli parte alle otto di sera. Ma è un gioco da ragazzi; l'imbarco avviene in perfetta tranquillità ed il postale si allontana con i campioni del tavoliere nella pancia.
Lo spettatore, da oggi, è
meno ignorante!
.... segue, da un altro punto di vista
pippo vinci
le foto sono di Pippo e Anna